Tecnica di iniezione dell’insulina

Marcello Monesi  UOC Diabetologia Territoriale Dipartimento Cure Primarie AUSL Ferrara

realizzato in collaborazione con

Cinzia Magri CPSI presso la Diabetologia Territoriale della AUSL di Ferrara

Maggio 2018

 

Per garantire che l’azione dell’insulina iniettata in persone con diabete rispetti i profili di farmacocinetica e farmacodinamica attesi, è necessario che la tecnica di iniezione dell’insulina sia corretta, evitando errori che ne modifichino l’azione.

Tutti i pazienti che iniziano la terapia iniettiva per la cura del diabete devono essere adeguatamente istruiti sulle corrette tecniche iniettive e l’azione edu­cativa non deve essere limitata all’inizio della terapia ma costante, con rinforzi periodici per tutto il follow-up successivo. Uno degli obiettivi del team curante deve essere garantire alle persone con diabete il consegui­mento di conoscenze e abilità che guidino nel corretto utilizzo dei farmaci ipoglicemizzanti iniettivi, nella scelta consapevole e nel corretto uso dei dispositivi per iniettarli, al fine di utilizzarne appieno tutte le potenzialità terapeutiche.

Una delle più comuni complicanze nella terapia iniettiva con insulina è lo sviluppo di lipodistrofia. La sua esatta eziologia non è del tutto chiara, anche se vari fattori causali vengono chiama­ti in causa, come traumi ripetuti da iniezioni fatte in zone molto circoscritte, riutilizzo dell’ago, alti dosaggi di insulina che agirebbero sul tessuto adiposo come fattore di crescita. Diversi studi mostrano che l’assorbimento dell’insulina iniettata in aree lipodistrofiche può essere ritardato o diventare imprevedibile, rappresentan­do un potenziale fattore di peggioramento del compen­so glicemico. Una corretta rotazione dei siti e una tecnica iniettiva corretta è un fattore critico nella prevenzione delle lipodistrofie: ri­duce la variabilità glicemica, il rischio di ipoglicemia e il consumo di insulina.